Giovedì liberi, festival della legalità ed espansione di memoria 3.0

4_febbraio_1000_modi_di_fare_libera_-_CopiaL’associazione Libera contro le mafie, che da sempre si batte per il rispetto della legalità e per un Paese più giusto, ha organizzato a Parma numerose iniziative in giro per tutta la provincia. Di seguito riportiamo tutti gli appuntamenti in programma a partire da giovedì 4 febbraio.

– Giovedì 4 febbraio alle ore 19:00 presso il Centro Giovani Montanara (via Pelicelli 13, Parma) riprende “Giovedì Liberi”, la rassegna di approfondimento per costruire insieme conoscenze e responsabilità. Al secondo incontro del ciclo, dedicato all’impegno e ai mille modi di essere e fare Libera, prenderanno parte: Manuel Masini (Libera Reggio Emilia), che parlerà della campagna “Miseria ladra”, un rappresentante del presidio universitario di Reggio Emilia Giangiacomo Ciaccio Montalto, Rebecca Righi, presidio di Libera “Peppe Tizian” dell’Unione delle Terre d’Argine – Carpi, che illustrerà il lavoro svolto a seguito dell’inchiesta Black Monkey e di come quell’esperienza possa offrire spunti di interesse riguardo l’operazione Aemilia. Scarica il programma completo

– Dall’11 al 13 febbraio “Via Libera”, il Festival della Legalità che animerà il parmense con incontri, reading, concerti e cene. Ospite speciale la vittima di mafia Tiberio Bentivoglio che dal 1992 ha deciso di ribellarsi alla ‘ndrangheta e dire “no” al pizzo. Tappa a Montechiarugolo, Traversetolo e Roccabianca. Partecipano Alberto Bertoli, Rocco Rosignoli, i Mé, Pék e Barba.

Scarica Locandina PDF

Via_Libera_locandina_JPG– Sabato 13 febbraio a Casa Cervi, “Espansione di Memoria 3.0”, il primo dei tre appuntamenti previsti all’interno del ciclo di approfondimenti promosso da Libera e Istituto Cervi sul ruolo della testimonianza e della responsabilità di fronte a legalità e cittadinanza. Una giornata di analisi, memoria e partecipazione, dedicata a tutti coloro che sentono la necessità di portare il proprio antifascismo nella pratica quotidiana e il desiderio di legalità oltre i confini della cronaca. Ad aprire la serie di incontri sarà “Testimoni in classe: la memoria come risorsa didattica”, evento rivolto agli insegnanti e ai volontari che operano nella scuola. Scopo dell’appuntamento è quello di fornire moduli e strumenti per la piena valorizzazione dei testimoni a contatto con gli studenti e i curricula didattici di ogni ordine e grado. Interverranno: Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, Bruno Vallefuoco, papà di Alberto Vallefuoco – Libera Memoria Campania, Mario Schermi, Libera Università dell’Educare, Raffaele Mantegazza, Università Milano Bicocca, e Mauro Maggi, Gruppo Abele.

VIA LIBERA:

C’è un fil rouge che unisce la Pedemontana alla Bassa parmense e si chiama legalità. Una parola a volte sottovalutata, soprattutto nel nostro territorio, ma sulla quale l’inchiesta “Aemilia” ha gettato preoccupanti ombre. Ed è proprio dal processo che ha chiamato alla sbarra oltre 200 imputati e dal rischio di infiltrazioni mafiose in provincia che i Comuni di Montechiarugolo, Traversetolo e Roccabianca, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e il sostegno di Coop Alleanza 3.0, hanno deciso di promuovere “Via Libera – testimonianze, musiche e narrazioni per la legalità”: una tre giorni di incontri, spettacoli, reading per diffondere i valori di giustizia, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

“Via Libera” è la risposta della società civile a quel mondo di mezzo fatto di corruzione e silenzio, nel tentativo di porre le basi per sviluppare un presidio vigile di cittadinanza attiva e condivisione di momenti informativi. Un festival itinerante che dall’11 al 13 febbraio attraverserà il parmense, grazie allo speciale contributo di Tiberio Bentivoglio, vittima di mafia che dal 1992 ha deciso di ribellarsi alla ‘ndrangheta e dire “no” al pizzo, pagando pesanti conseguenze anche in termini economici.

Il festival si apre giovedì 11 febbraio a Montechiarugolo con l’aperitivo inaugurale organizzato al Circolo Arci La Ricreativa di Tortiano, dove alle 19.30 è in programma la presentazione del libro “Come un uomo” di Alberto Bertoli, intervistato dal giornalista Salvo Taranto. Nel libro Bertoli ripercorre la storia di famiglia, fatta di aneddoti e musica, in un chiaro omaggio al padre Pierangelo e alle sue canzoni. Oltre che bravo artista, Bertoli è anche una persona di forte impegno sociale e attento osservatore della vita, come lo stesso libro dimostra, rivendicando la possibilità che tutti hanno di indignarsi e alzare la voce per difendere i propri diritti. La serata proseguirà con una cena conviviale realizzata con i prodotti di Libera Terra, sulle note delle canzoni di Pierangelo Bertoli, interpretate da Alberto. Il ricavato della cena – prenotazione obbligatoria – sarà devoluto al Comitato “Un seme per Enza e Tiberio Bentivoglio”, per permettere alla coppia di aprire un nuovo negozio e riprendere così la propria attività lavorativa.

Il secondo appuntamento è venerdì 12, alle 21, alla Corte Agresti di Traversetolo, con lo spettacolo degli studenti dell’Istituto Mainetti, preparati dalla Scuola civica di teatro “Carmi”. I ragazzi porteranno in scena un reading teatrale ispirato al libro “Colpito – La vera storia di Tiberio Bentivoglio”, accompagnati dal musicista Rocco Rosignoli. Al reading sarà presente il protagonista del libro, con cui il pubblico potrà intrattenersi per scambiare opinioni e riflessioni.

Anche il programma del sabato 13 è interamente dedicato a Tiberio. Al mattino la vittima di mafia incontrerà gli studenti dell’Itis Galileo Galilei di San Secondo, in un appuntamento riservato alla scuola. Alle ore 21 Bentivoglio salirà invece sul palco del Teatro di Ragazzola di Roccabianca in una serata pubblica, di dialogo e testimonianza. L’imprenditore calabrese spiegherà, grazie all’intervista del giornalista Rai Luca Ponzi, cosa significa opporsi alla ‘ndrangheta ed essere “vittima di mafia”. La chiusura ufficiale della manifestazione è invece lasciata alla musica e al concerto della folk band “Mé, Pék e Barba” che ha abbracciato la causa di Tiberio, portando sui palchi italiani la sua storia di legalità.

Gli spettacoli, tranne la cena, sono tutti a ingresso libero con offerta a favore di Libera.

CHI È TIBERIO BENTIVOGLIO

Tiberio è un imprenditore calabrese proprietario della Sanitaria Sant’Elia che da oltre vent’anni sta lottando contro tutti e tutto per rivendicare il diritto a un’imprenditoria pulita e legale. Dal 1992 – dopo il suo rifiuto a pagare il pizzo – ha subito ripetuti sabotaggi e attentati all’attività commerciale. Nel 2011 i malavitosi gli sparano addosso, ferendolo, per fortuna, solo a una gamba. Uno dei colpi era diretto al cuore, ma il portafogli, posto nel taschino in alto a sinistra della giacca, ha fermato il proiettile, salvandogli la vita. Nel 2005 incontra Libera e con il supporto dell’associazione inizia a viaggiare – sempre accompagnato dalla scorta – per tutta Italia, per portare la propria esperienza di resistenza, soprattutto ai giovani e nelle scuole. La sua storia, fatta di coraggio e rabbia per uno Stato assente, è diventata un libro, “Colpito” scritto da Daniela Pellicanò, nelle cui pagine emerge il coraggio dell’uomo e il senso di abbandono provocato dall’indifferenza di una parte delle istituzioni e da molti compaesani che gli hanno girato le spalle.

Per “A cena di legalità” info e prenotazioni: tel. 0521 686467 – mail: f.llicorradini@virgilio.it

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