Parma, la proposta di Legambiente per evitare la chiusura delle scuole al sabato

legambiente

A Parma si sta discutendo sulla proposta dell’Amministrazione Provinciale di chiuedere le scuole superiori il sabato mattina per risparmiare sulle spese di luce e gas. Al dibattito è intervenuta anche l’associazione ambientalista Legambiente Parma con una proposta alternativa che eviterebbe la chiusura delle scuole garantendo comunque un risparmio di energia e costi. Proposta che condividiamo e che riportiamo di seguito.

“L’intenzione dell’Amministrazione Provinciale di tagliare il sabato dalla settimana scolastica delle scuole superiori, per motivi di risparmio economico sul riscaldamento, non lascia indifferente Legambiente.
Interveniamo per due motivi: da un lato, quello principale, l’educazione e l’istruzione dei ragazzi è un tema generale che si coniuga con il futuro della società che dovrebbe chiamare tutti ad esprimersi; inoltre in questo campo, seppur in forma collaterale con le azioni di educazione ambientale, Legambiente è attiva da molti anni; in secondo luogo c’è il tema “ambientale” dell’energia sul quale qualche parola possiamo dirla.

Diciamo subito che non è un tabù mettere in discussione i modelli organizzativi: quindi è giusto dibattere se l’orario e la proposta scolastica possano essere strutturati diversamente: cinque giorni anziché sei; otto ore al giorno anziché cinque.
Però crediamo che una tale discussione dovrebbe partire dalle esigenze di un miglioramento educativo e della didattica.
Non essere il frutto di una scelta di retroguardia dovuta ad aspetti tecnico-logistici come il riscaldamento.

Prima una nota metodologica:
Il modo di porsi dei nuovi amministratori della Provincia evidenzia in tutti i limiti la pochezza del modo di fare politica oggi, che rende facilmente comprensibile l’alto tasso di astensione delle ultime elezioni.
Se vi è un problema di scarsità di risorse per la manutenzione e il riscaldamento, il dovere di un politico, specialmente di fresca nomina, sarebbe quello di aprire il tavolo del confronto alla ricerca delle soluzioni migliori e non, al contrario come è stato fatto, calare dall’alto una soluzione decisa in solitudine con un impatto rilevante sulla vita quotidiana di tutta la comunità.
Il tutto per un pugno di euro: 150-180.000 . Un risparmio che, è facilmente prevedibile, sarà “tosato” dal governo al prossimo giro.
Nel merito: i vantaggi della chiusura al sabato paiono essere: per le famiglie con i genitori che lavorano su cinque giorni, una miglior gestione famigliare; per gli insegnanti: accorciare la settimana lavorativa ma, avendo comunque un giorno di riposo, al saldo cambia ben poco. per i ragazzi: rifiatare due giorni di seguito. Per la didattica e l’educazione non paiono esserci vantaggi.
I motivi contrari sono molti di più e li hanno già spiegati bene nella loro lettere i professori del Marconi e dell’Itis: ad esempio la scuola tecnica superiore ha 32 ore settimanali, quindi saranno necessari uno o due pomeriggi. Nelle giornate con i pomeriggi i ragazzi, soprattutto quelli di fuori città, staranno via da casa dalle 7 di mattina alle 18 circa. Quando torneranno non avranno certo voglia di mettersi a studiare… e forse non avranno nemmeno tempo per gli sport! 
La scuola superiore, a differenza di quella elementare e delle medie, ha numerose materie ed è difficile concentrarle su 5 giorni. Purtroppo questa distribuzione oraria comporterà, se va bene, che lo studio debba essere concentrato in pochi giorni settimanali e soprattutto il sabato… Ma, essendo tante le materie, le verifiche continueranno a essere fatte su tutti i giorni! 
Di solito ora nei pomeriggi si propongono ai ragazzi in difficoltà attività di recupero quando necessario e, per chi è più volenteroso, attività di eccellenza (film in lingua, realizzazione di progetti speciali, ecc.). Queste attività servono a prevenire la dispersione scolastica. Il timore è che saranno giocoforza fortemente ridimensionate.
In diverse scuole fino a 10 anni fa c’erano due rientri pomeridiani ma poi, per motivazioni didattiche, si è preferito allungare leggermente tutte le mattine perché i ragazzi al pomeriggio non riuscivano a concentrarsi facilmente!

Nessuna scuola superiore ha la mensa, quindi gli studenti mangerebbero un panino in fretta e via. Con tanti saluti ad una alimentazione sana ed equilibrata.

Infine, vista l’ipotesi di risparmio di soli 180 mila euro, è stato conteggiato che, spalmati su tutti gli studenti questo determini un risparmio di 8 euro cadauno. Quindi per far risparmiare all’ente pubblico una miseria si va a gravare notevolmente su tutte le famiglie, che dovranno spendere ogni settimana per uno o due pranzi fuori del proprio figlio.
Stendiamo infine un velo pietoso sulle politiche di miglioramento energetico fatto dalla Provincia sugli edifici scolastici di sua competenza. In questi ultimi anni si è investito soprattutto per la sicurezza… ma a volte con interventi dubbi e non prioritari, tipo innalzamento di balaustre da cui non è mai caduto nessuno, o altri lavori simili!
Sull’efficienza energetica degli edifici invece non si è fatto molto, anzi ben poco. Ancora meno su una produzione di energia da fonti alternative: quando c’era la possibilità non si è proceduto ad installare pannelli fotovoltaici, preferendo metterli sulle case di riposo. L’unica scuola che sembra ne sia dotata è l’Itis Berenini di Fidenza, mentre c’è il paradosso dell’Itis di San Secondo con una tettoia con 6 pannelli fotovoltaici costruita a scopo didattico, perfettamente funzionanti, che la Provincia non ha mai fatto collegare alla rete elettrica.
Qualche idea alternativa al taglio del sabato.
Dare autonomia ad ogni scuola, fissando un budget entro cui possa muoversi e decidere le strategie migliori.
Impostare diversamente il calendario scolastico. Anticipare l’inizio della scuola al 5 settembre e posticipare la chiusura al 15 giugno. E inserire dei periodi di vacanza durante l’inverno, possibilmente a discrezione di ogni istituto.
Calibrare con parsimonia il riscaldamento: per legge si può tenere il riscaldamento acceso da metà ottobre a metà aprile ma in diverse settimane, specialmente in primavera, la temperatura è già alta e si può tenere spento il riscaldamento.
Ricontrattare le forniture di gas per il riscaldamento valutando l’ipotesi di un coinvolgimento di una società modello ESCO (cioè che si fa carico degli impianti e della fornitura, a prezzo definito e guadagnando sui margini di miglioramento che introduce).
Valutare il coinvolgimento di Iren per la fornitura del teleriscaldamento a formule agevolate, laddove possibile (praticamente tutte le scuole cittadine).
Aprire un dialogo con la Regione Emilia-Romagna e con le altre Province limitrofe per valutare assieme la situazione e trovare le risposte più adeguate, nell’ottica di individuare una strategia unitaria, che metta al primo posto l’educazione e la didattica e i servizi a supporto.
Infine una considerazione sul fallimento, in questo ambito, della strategia del Governo Renzi: la riforma delle Province si sta rivelando quanto mai dannosa: dovevano essere abolite e invece sono state mantenute, spogliate di funzioni e risorse, ridotte a simulacri che però assegnano ancora posti di potere, benché senza gettone, decisi dalle segreterie dei partiti con i cittadini tagliati completamente fuori. Un pasticcio unico.
È oltremodo curioso che alla decisione della Provincia di Parma, di tagliare il sabato, non abbia sollevato obiezioni nessuna forza politica. Come dire: i problemi della scuola non ci interessano. Al di là di tutti i proclami, a partire – ancora – da quelli del governo che avrebbe fatto della “buona scuola” una priorità della sua azione. Se gli effetti sono questi …”

Legambiente Parma

http://www.legambienteparma.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...