25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne pubblichiamo il film “Due ogni Tre” di Anna Kauber

Due ogni Tre from anna kauber on Vimeo.

“Due ogni tre” (il titolo si riferisce ai dati del 2011 in Italia, dai quali risulta essere state uccise due donne ogni tre giorni) trae lo spunto dal caso di violenza efferata avvenuto in Ucraina nel marzo di quest’anno: picchiata, violentata ripetutamente, strangolata – ma non uccisa – da tre ragazzi fra i 20 e i 23 anni, la diciottenne Oksana Makar è stata lasciata bruciare viva per 10 ore. E’ sopravvissuta 20 giorni, fra atroci tormenti. Ma non ce l’ha fatta.Nella prima parte del filmato, la giovane donna che appare già nelle scene iniziali, ci fa conoscere il caso di Oksana: si tratta di Valentina Toropenko e viene dall’Ucraina, dalla stessa cittadina di Oksana Makar. Da circa 10 anni Valentina vive in provincia di Parma, si è sposata e ha un magnifico orto nella sua casa in collina. Il quieto lavoro di preparazione della terra per la messa a dimora delle piantine di pomodoro (da lei stessa ricavate da seme), l’innaffiatura, la raccolta delle verdure e infine la tenera descrizione di una comune ricetta di pietanza ‘domestica’ del suo Paese, tutto nelle prime immagini ci trasmette l’amore per la vita e la capacità di questa giovane donna di prendersene cura. Con pazienza, con amore, Valentina esprime nei gesti e nei modi la pienezza e la complessità dell’essere femminile.
Il terribile caso della giovane Oksana qui diventa emblema di tutti gli atti di violenza contro le donne: il dolore, l’incredulità e la rabbia sono gli stessi, ci appartengono. “Due ogni tre” mostra la donna vuoi negli aspetti semplici che in quelli complessi: come la Terra, genera e si prende cura della vita dell’Uomo. Lo fa attraverso gesti comuni, dai quali trapelano tuttavia forza, generosità, calore: in buona sostanza, quella particolare forma femminile di adesione e comprensione del mondo – antica e profonda – in tutti i suoi aspetti e bisogni, vuoi materiali che immateriali.L’uso esplicito degli elementi naturali come immediati riferimenti simbolici, che riescono a esprimere con le immagini le parole di Michele Serra, auspicano il raggiungimento di un armonica relazione fra la miracolosa, commovente bellezza della vita vegetale e la nostra esistenza umana, per una alleanza compiutamente rispettosa e pacifica fra l’uomo e la donna e, in estensione, fra la Terra e l’Uomo.

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