Greta Thunberg e il suo messaggio di speranza. Dal marciapiede del parlamento svedese allo scranno del parlamento europeo

Articolo di Matteo Spaggiari.

Si parla tanto in questi giorni di Greta Thunberg, la ragazza svedese che per giorni ha protestato davanti al parlamento svedese contro l’inerzia dei suoi governanti. I politici svedesi, ma più in generale i detentori del potere, sono stati additati dalla paladina dell’ambiente come i veri colpevoli di un potenziale disastro che, fino ad ora, non hanno affrontato con il dovuto coraggio. Ma perché questa inerzia?

La motivazione, secondo Greta, è che i detentori del potere economico e politico “non sono concentrati su ciò che deve essere fatto ma su ciò che è politicamente accettabile”, questa miopia ha prodotto compromessi al ribasso che mirano a mantenere inalterato lo stato delle cose, ben sapendo che l’orizzonte temporale del cittadino medio è la fine del mese, non la fine del secolo. Con questa premessa pare velleitario esortare i grandi del pianeta a “mantenere i combustibili fossili nel sottosuolo” e a “concentrarsi sull’equità”, ma la visione utopistica di Greta non lascia spazio alla paura di sembrare talmente fuori dal mondo da convincersi che forse è meglio rimanere ai margini, estranei alle dinamiche che lo muovono, soprattutto se a darle manforte sono la quasi totalità degli scienziati.

Gli studi che la scienza ha portato avanti negli ultimi anni sono un atto di accusa verso l’attuale modello di sviluppo e per Greta una spinta a continuare a esortare le persone a modificare i propri stili di vita, attraverso affermazioni sostenute da una carica emotiva senza la quale diventerebbe tutto una stanca predica materna. I ruoli si sono invertiti, da sconosciuta a influencer, dai margini al centro dell’attenzione, da allieva a predicatrice che vorrebbe mettere “ordine al caos” e “cambiare il proprio modo di pensare” perché il cambiamento è già in atto e tra pochi anni non sarà più possibile tornare indietro.

La sua parabola dà speranza, lei che in pochi mesi è passata dal marciapiede del parlamento svedese allo scranno del parlamento europeo, mantenendo quella sfrontatezza che è diventata il suo marchio di fabbrica e che le ha permesso di redarguire i potenti del mondo “colpevoli di non avere fatto i compiti”. Greta ci ha insegnato che è possibile rimanere aggrappati a un ideale anche quando gli adulti restano aggrappati alle tue caviglie per trascinarti “al tuo posto”… Ci ha insegnato che per salvare il pianeta vi ci dobbiamo specchiare e riconoscere che anche noi siamo aria, acqua, carne, terra, polvere, energia, e solo il desiderio di salvarci porterà alla salvezza del pianeta.

Matteo Spaggiari

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