Da una riva all’altra del Mediterraneo e del Sahel, accettiamo la sfida del cambiamento climatico e della convivenza

locandina-odissea-porto-torresComunicato Stampa Coalizione Clima.

La 22ma Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (COP22) si svolgerà a novembre prossimo in Marocco, a Marrakech. I lavori dovrebbero occuparsi principalmente di misure per la riduzione delle emissioni e di finanziamenti e scelte strategiche necessarie per affrontare le drammatiche conseguenze che i cambiamenti climatici già producono. La posta in gioco è cruciale. Tuttavia, finora, i decisori del mondo intero hanno dato risposte insufficienti. Le comunità che vivono in prima linea le conseguenze del cambiamento climatico si stanno mobilitando. Come ci ricordano milioni di persone obbligate a subire l’impatto del cambiamento in maniera sempre più diretta e violenta, la loro lotta per i beni comuni riguarda tutti noi.

Malgrado sia stato uno straordinario luogo di scambi e di condivisione, oggi il Mediterraneo è afflitto dalla crescita dell’intolleranza e da un brusco aggravamento delle tensioni. Molti conflitti armati sono in corso sulle sue rive o nei suoi confini. Centinaia di migliaia di persone ogni anno attraversano il mare in fuga dall’inferno o con la speranza di una vita migliore, trovandovi spesso la morte, mentre l’Europa si rinchiude dentro le sue mura.

Nonostante questi disastri, nulla è tuttavia ancora perduto. Le soluzioni e le prospettive alternative esistono, resistono e si sviluppano. Riguardano l’energia, l’abitare, i trasporti, le nuove tecnologie, l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, la salute, la cultura, l’industria, il turismo, la difesa della biodiversità e delle risorse naturali. Sono soluzioni generatrici di nuove forme di solidarietà e cooperazione all’interno delle comunità locali, a cui partecipano anche migranti e rifugiati, motrici di azioni di condivisione della terra e dei beni comuni in generale, catalizzatrici di democrazia nel rispetto della pluralità.

All’avvicinarsi della COP22, diverse decine di organizzazioni e movimenti popolari d’Africa e d’Europa hanno dato vita ad un’iniziativa di condivisione: l’Odissea delle Alternative Ibn Battûta. Dal 19 Ottobre al 10 Novembre 2016, una coppia di imbarcazioni solcherà il mare collegando sei tappe, dalla Spagna fino al Marocco, passando per la Francia, l’Italia, la Tunisia e l’Algeria. Queste tappe porteranno nuove energie in questi luoghi,  condividendo soluzioni ai problemi di oggi e amplificando la voce di chi immagina un futuro diverso. L’Odissea attraccherà il 23 ottobre a Porto Torres, accendendo i riflettori su una realtà purtroppo costretta a un pesante cambiamento climatico e a una devastante crisi ambientale.

In tutti i paesi di approdo della flottiglia si stanno formando comitati ad hoc per l’accoglienza, che vedono lavorare insieme organizzazioni impegnate su tanti temi diversi, associazioni, movimenti di base e comunitari e sindacati. In ogni porto di arrivo si tengono forum, eventi, manifestazioni, per condividere soluzioni e tempo.

La manifestazione di Porto Torres si svolgerà nei locali del Museo del Porto a partire dalle ore 16. Ci sarà una sessione di sviluppo dei temi legati all’emergenza climatica e alle migrazioni, la proiezione di un drammatico documentario sui respingimenti in mare, una vitale parata migrante per le vie del porto e un aperitivo multietnico, il tutto en attendant gli equipaggi che attraccheranno caricando a bordi omaggi e beni di conforto per affrontare la successiva tappa verso la Tunisia.

Siete dunque invitate/i a partecipare all’iniziativa e a portare un dono in natura per gli equipaggi, a vostra scelta: l’idea è quella di creare un banco, o meglio una banchina alimentare per alleviare il viaggio dei naviganti.

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