Scala Mercalli chiude.. perchè le cose buone non durano per sempre

mercalliArticolo di Gabriella Gozzo. Fonte: Stay Sustainable.

La notizia arrivata ieri che mamma Rai ha deciso di chiudere il programma Scala Mercalli ha colto tutti di sorpresa, e ha suscitato le indignazioni di coloro i quali seguono con attenzione e costanza le vicende ambientali.

Molte sono state le proteste anche sui social, da parte di giornalisti, attivisti e blogger che non riuscivano a credere a ciò che era stato deciso e annunciato.

Il programma Scala Mercalli non era solo la trasmissione che permetteva di avere una panoramica sul clima a 360° gradi, e che qualche giornalista dalla mente molto tradizionalista e poco incline al pensiero laterale definì visionario, ma prima di tutto era un programma gestito da uno scienziato consapevole delle problematiche ambientali incombenti. Era un programma che ci metteva in guardia sui possibili scenari futuri ma senza creare terrorismo, anzi, incoraggiandoci ad informarci e a rimanere informati sui temi legati al cambiamento climatico; della serie io te lo sto dicendo.. non dirmi che non ne sapevi nulla!

Forse la sua colpa è stata quella di non aver fatto davvero del terrorismo, o quella di essere uno scienziato troppo intelligente per la TV di oggi. Perché quella che vediamo ogni giorno è una televisione che pone attenzione soprattutto ai palinsesti privi di contenuti forti, ed è legata sempre più alla psicologia del sensazionalismo piuttosto che al realismo.

Il tema ambientale non può e non deve essere relegato nelle soffitte redazionali dei giornali, dei blog, e delle conferenze giornalistiche, perché il cambiamento climatico c’è ed è tangibile (e non è Luca Mercalli a dirlo, ma le più importanti autorità mondiali) altrimenti non avrebbero senso i Summit della Terra, le COP, i protocolli d’intesa internazionali e gli incentivi statali dedicati alle energie alternative.

Senza oltremodo andare più in dettaglio, possiamo affermare con certezza che il FU programma di Luca Mercalli, che andava in onda su Rai3, è stato l’unico che ha destato consensi tra esperti e appassionati, animando uno spirito di un po’ di libera informazione consapevole, ma che di certo non creava la percentuale di share utile per poter lucrare sull’attività televisiva.

Perché si sa.. è pur sempre il dio denaro a fare da padrone, e sarà stato di certo questo a creare le basi che hanno alimentato la volontà di togliere un programma del genere.

Stare qui a discutere i contenuti di un pubblico poco incline all’informazione ambientale aprirebbe un dibattito infinito, ma non accetto il fatto che una fetta di popolazione, benché minima, non possa avere accesso a un tipo d’informazione che molto si avvicina ai propri interessi.

Sembra quasi una sorta di discriminazione intellettiva, oltre che democratica. Qualcuno accusa la politica di non favorire questo tipo di informazione, altri la definiscono una volontà di eliminare le verità scomode. La mia opinione è che:

La politica cambia e le verità vengono a galla, magari con i TG esteri, ma secondo me il motivo è uno solo: in questo programma c’erano troppe cose serie, alla gente non piace, se non piace non fa soldi, se non fa soldi, perché perdere tempo?

Un ultimo sbigottimento, ma non meno importante, è stato vedere la poca risonanza mediatica riscontrata tra ieri e oggi riguardo a questa vicenda, considerando tutte le testate italiane più importanti, cosa che non mi rende affatto felice.

Il mio unico potere è quello di invitarvi a firmare la petizione su change.org e ad unirvi al coro di chi non vuole che Scala Mercalli venga cancellato dalla programmazione RAI.

Firmate! Firmate! Firmate!

Gabriella Gozzo

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