23 gennaio: Enrico Calamai a Parma in occasione della Giornata delle migrazioni e dell’accoglienza

giornata accoglienzaComunicato Stampa Associazione CIAC Onlus.

Sabato 23 gennaio 2016, alle ore 10.00 – 12.30 per le scuole e alle ore 16.30 – 19.00 con un evento aperto a tutta la cittadinanza, l’associazione CIAC onlus, con il patrocinio e il contributo del Comune di Parma, promuove la Giornata delle migrazioni e dell’accoglienza, presso l’Auditorium del Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi a Parma.
Affrontare il tema delle migrazioni e delle sfide dell’accoglienza rifiutando sia la tendenza a criminalizzare chi cerca di arrivare nel nostro paese e in Europa, sia lo sguardo che rende tutti – uomini, donne e ragazzi giovanissimi in fuga da guerre e persecuzioni – delle vittime impotenti e disperate.
Dopo un’introduzione di Chiara Marchetti, di CIAC onlus, Enrico Calamai, ex diplomatico in Cile e Argentina e ora portavoce del “Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos”, testimonierà la possibilità concreta di assumere scelte difficili ma che aprono vie di fuga e salvezza per molti individui: come è accaduto negli anni ’70 durante la dittatura argentina, quando Calamai è riuscito ad evitare che centinaia di oppositori italo-argentini andassero ad ingrossare le fila dei desaparecidos.
Un’esperienza che può dare spunti utili e provocatori anche rispetto all’attuale sfida posta dalle migrazioni, come verrà raccontato in presa diretta da alcuni rifugiati che vivono a Parma e proporranno il loro racconto personale di come si può sviluppare un percorso di fuga e ricerca di protezione che – a seconda di quello che trova lungo la strada e nel paese di accoglienza – può avere esiti molto differenti: dalla marginalità e la stigmatizzazione, a possibilità concrete di integrazione positiva, come mostrato tra l’altro dall’esperienza del progetto di CIAC Rifugiati in famiglia, che verrà narrato attraverso un contributo video realizzato dall’UNHCR.
Storie di migranti e spiragli di possibile integrazione che possono essere narrati anche in musica, come dimostrerà il gruppo Dunia, che mescola lingue e suoni provenienti da Gambia, Nigeria, Senegal, Afghanistan, Libano e Italia e che testimonia la speranza di vivere un mondo migliore sulla strada della convivenza e della condivisione, sotto la bandiera della pace, di popoli e culture diverse.

ENRICO CALAMAI
Enrico Calamai è stato diplomatico in Cile e Argentina. Viceconsole a 27 anni e poi console a Buenos Aires, nel corso del suo mandato (1972 -77), coinciso con gli anni più bui della dittatura Videla, riuscì a mettere in salvo centinaia di oppositori politici italo-argentini del regime militare, facendoli espatriare, poiché all’epoca coloro che in Argentina si opponevano al regime di Videla facilmente entravano a far parte della lunga schiera dei desaparecidos: sequestrati, torturati e lanciati da aerei nell’oceano. Nel 2004 il presidente argentino Kirchner gli ha conferito la Cruz dell’Orden del Libertador San Martin e nel 2010 gli è stato consegnato il Premio Italia Diritti Umani. Gianni Minoli gli ha dedicato il reportage “Enrico Calamai, un eroe scomodo”: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/enrico-calamai/774/default.aspx
La storia siamo noi, ciascuno di noi, nell’attenzione che prestiamo agli esseri umani che tentano di raggiungere l’Europa, nel rispetto che sappiamo usare verso la loro vita e verso la loro dignità. È l’impegno di Enrico Calamai. Attualmente è portavoce del “Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos”, un’associazione che si propone di svolgere iniziative dirette a impedire le morti nel Mar Mediterraneo e nei percorsi verso gli Stati dell’Unione Europea dei migranti e delle persone in cerca di asilo, ad ottenere il riconoscimento dell’identità delle vittime, a ricercare la verità sulla loro scomparsa anche attraverso l’istituzione di un Tribunale Internazionale di opinione, a chiedere l’individuazione e la condanna dei responsabili delle morti ed il risarcimento nei confronti dei familiari delle vittime nelle sedi giurisdizionali nazionali, comunitarie, europee, internazionali.

DUNIA
Dunia è la terra, la madre terra, il mondo, la vita, nelle lingue antiche del pianeta. Attraverso questo termine si è sancito nel 2015, l’incontro culturale, musicale e di amicizia tra musicisti e musicanti migranti provenienti da diverse zone del mondo e musicisti e musicanti europei. Un incontro di anime, culture, lingue, strumenti e stilemi musicali; energie e intensità che si riverberano nel desiderio e nella speranza di vivere un mondo migliore sulla strada della convivenza e della condivisione, sotto la bandiera della pace, di popoli e culture diverse. Questo incontro avviene in assoluta spontaneità da un’idea dell’etnomusicologo Antonio Bevacqua, Presidente dell’Associazione Neilos e fondatore del gruppo musicale omonimo, attraverso il progetto denominato Musica Migrante che mira a sostenere e a valorizzare la cultura musicale dei popoli migranti e dei rifugiati che giungono in Europa.
A gennaio del 2015 il gruppo musicale Dunia inizia il suo primo lavoro discografico, prodotto da Antonio Bevacqua e Andrea Fenu dei Neilos e Maurizio Catania degli Unnadarè e Neilos.I microfoni incidono voci e strumenti musicali provenienti dal SudItalia, dall’Asia, dall’Africa fondendosi in sonorità World Music. un’intensa attività concertistica.
Componenti \ Ebrima Fatajo, Gambia, voce (lingua Mandinga, Inglese), Endy Hantony, Nigeria, voce. (lingua Esan, Inglese), One By Fall, Senegal, voce (lingua Wolof, Francese), Bashir Hossaini, Afghanistan, voce e dambora (lingua Hazara, Inglese), Toufic Koicelat, Libano, voce e darabuka (lingua Arabo, Inglese), Andrea Fenu, Italia, voce, tamburello e percussioni, Maurizio Catania, Italia, voce, batteria e percussioni, Antonio Bevacqua, Italia, voce, chitarre, bouzuki, colascione, organetto, zampogna.

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